ATTUALITA'
ELIMINARE L'ARCOBALENO? _ Loredana Ligori
Anche se non tutti conosciamo gli articoli della Costituzione a memoria, tutti sappiamo quanto sia importante essere liberi di pensare autonomamente, indipendentemente dal luogo, dalla maggioranza politica, da ogni condizione personale di esistenza quali sesso, età, razza o religione. Al contempo comprendiamo il concetto di libera espressione del pensiero attraverso la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione (vedi art. 21 Cost.) salvo nei casi specificatamente vietati dalla legge.
Ciononostante poco tempo fa, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha chiaramente invitato i cittadini a rimuovere le proprie bandiere della pace in quanto non rispettavano completamente lenunciato dellarticolo 12 della Costituzione ed i suoi collegati. Lart. 12 enuncia: "La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di uguali dimensioni." Le leggi collegate tendono a sottolineare che lunica bandiera che può essere esposta e considerata facente parte dellordinamento nazionale, oltre a quella italiana, è quella europea. Secondo con scrupolo questo ragionamento è naturale che la colorata bandiera arcobaleno della pace non sia contemplata come bandiera da poter esporre liberamente.
Ma allora dove va a finire la libertà di espressione del proprio pensiero? Perché daltronde non è nulla di più, appendendo sul balcone o stendendo sul muro la bandiera colorata non si commette alcun vilipendio alla bandiera italiana, non si vuole sicuramente rinnegare lappartenenza allItalia o allEuropa: vi è solo lintenzione di esprimere il proprio pensiero, il desiderio di pace, come se si volesse gridarla a quante più persone in grado di sentire questo grido..
Nessuna allusione fa riferimento a prese di posizioni più o meno politiche, che non ci spettano, volevamo solo ricordare che si è liberi di volere la pace, pur sempre nei limiti del maggior rispetto reciproco. Chissà che magari il Presidente del Consiglio abbia soltanto frainteso o che sia stato poco chiaro..
Di una cosa siamo sicuri: la pace deve sempre essere pace , in tutti i sensi; e per far si che rimanga tale, si deve combattere con la pace per ottenerla realmente!
Un occhio puntato sulla quotidianitˆÝ... Dove, se non al Grande Fratello? Dopo mesi di attesa, trepidazione, indugi e interrogativi, il Grande Fratello é tornato con una ventata di novità il 23 gennaio 2003. Non stiamo parlando dell'Anticiclone dell'Azzore, bensi del tormentone di questi ultimi anni, ovvero il Grande Fratello. Insomma, quel programma chiamato anche "Big Brother", "Grande Hermano" o in altri modi diversi a seconda di dove ci si trova. Già, perché questo programma non é un "made in Italy", ma un format, che prima di sbarcare nello stivale, ha attraversato l'Europa. La più grande particolarità del programma é il grande successo che riscuote ovunque, nonostante le critiche io non lo guarderò mai!" della gente. Cosi anche l'Italia si é adeguata, partendo con il GF di Cristina Plevani, Sergio Volpini o "Ottusangolo" che dir si voglia, Pietro Taricone, Lorenzo Battistello, Marina Larosa (per citare soltanto alcuni dei personaggi che hanno sfruttato la trasmissione come trampolino di lancio per il mondo dello spettacolo). E poi il seguito, il GF2, o come lo si chiamerebbe nel linguaggio cinematografico, il sequel. E chi non ha pensato, che come tutti i seguiti di un film, che non avrebbe avuto lo stesso successo? Beh, abbiamo sbagliato tutti, visto che, stando ai dati Auditel, gli spettatori sono raddoppiati. E cosi, sotto con Mascia, Alessandro (chi non ricorda le sue storie "che voi umani non potreste neanche immaginare"), Tati, Lalla, il conte Filippo (ennesimo tormentone: "se entro cinque minuti non mi date le mie sigarette... io spacco tutto!" armato di bastone) e il torinese Flavio. Soltanto alcune delle 16 persone che in totale hanno attraversato la porta rossa della casa durante la seconda edizione. Già, perché tra cacciate, abbandoni, richiami e permanenze di poche ore, sotto gli occhi "indiscreti" delle telecamere sono passate ben 16 concorrenti, 6 in più delle 10 della prima edizioni. Ma nella seconda, chi non era spinto dal desiderio di seguire le orme dei suoi predecessori sulla strada della notorietà? Coloro che uscivano dalla casa sapevano già quale sarebbe stata la loro sorte: interviste, Buona Domenica, Passaparola, talk show... insomma, al contrario della prima edizione, il Grande Fratello ? stato usato consapevolmente come una parentesi prima della fama.
E adesso, il GF3. Ancora una volta, gli ascolti sono nuovamente raddoppiati. Si, perché siamo tutti desiderosi di seguire le vicende dei fidanzatini Victoria e Pasquale (che dopo pochi giorni di programma ha subito acquistato il nome di "ipotenusa"), e tutti fremiamo per sentire i terribili epiteti che Floriana ritiene adatti a Fedro o i teneri vezzeggiativi che usa per Luca, il bel moncalierese. Già, perché quest'anno la nostra città ha fornito materia prima per il programma, inviando un giovane (cugino della letterina Alessia Ventura: come si suol dire, buon sangue non mente!) che ha già conquistato i primi posti della classifica di gradimento. C'é da dire che quest'anno i ragazzi non sembrano essere tutti usciti da una rivista di moda (i nomi di Fedro, Floriana, Andrea non hanno neanche bisogno di un commento...), e non sono neanche entrati per conquistare il ricco (sempre che si possa definire ancora cosi dopo che saranno detratte le spese per la suite e per le nomination comprate) montepremi. Come ha dichiarato Luca al provino, é entrato solo per farsi grasse risate.
Insomma, teniamo tutti il telefono a portata di mano: in caso di bisogno, dovremo essere pronti a scacciare a suon di televoti chiunque ostacoli il percorso del nostro bel compaesano verso il 99¬ƒ giorno allinterno della casa!
Giornata dinterviste alla Limone _ Leo Seren-Rosso MONCALIERI- Il 23 marzo 2002 in via Pastrengo si é celebrata l'inaugurazione di un nuovo punto di incontro per ragazzi: le Fonderie creative Limone. Da quella data in avanti, questo luogo é stato palco di numerose attività formative e di svago per molti adolescenti e giovani: a partire da ottobre si sono svolti corsi di improvvisazione teatrale, di ripresa video e montaggio, corsi per diventare clown e animatori di feste ed un laboratorio di giornalismo. Quest'ultimo ha dato ai ragazzi partecipanti al corso la possibilità, grazie ad un giornalista di un settimanale locale, di scoprire i segreti e le tecniche per scrivere un articolo su un giornale. Dopo tre lezioni teoriche, gli apprendisti giornalisti si sono allontanati dalla Limone e armati di penna, taccuino e macchina fotografica digitale, sono andati in cerca di interviste per poi riportare su carta un vero e proprio articolo. L'area soggetta all'inchiesta é stata borgo Mercato, ovvero la borgata dove sono localizzate le Fonderie ed il tema su cui le domande erano incentrate era l'effettiva conoscenza della Limone tra la gente, la loro opinione a riguardo e le loro aspettative. I ragazzi, divisi in due gruppi, hanno setacciato via Pastrengo passando dal gommista al pasticciere, dal barista al passante. In un'ora hanno raccolto pensieri, commenti e desideri. Ad ogni intervista é seguita una foto dell'intervistato. Si sono dimostrati tutti disponibili ed hanno accettato senza problemi le domande dando risposte differenti ed interessanti.
Alle 18:20 i ragazzi si sono ritrovati attorno al tavolo da cui erano partiti e si é deciso come organizzare il lavoro svolto. Si é rivelata un'esperienza positiva in quanto i giovani apprendisti sono venuti a contatto con una attività a loro prima sconosciuta o forse vista soltanto da fuori e non da protagonisti. Questo giornalino é il frutto del lavoro svolto in questi mesi.
Studenti per la pace _ Fabio Giovedi 19 Novembre, verso le nove di mattino, gli studenti di Torino si sono riuniti in Piazza Albarello, dando origine a un corteo che si ésnodato per le vie del centro fino a giungere in piazza Castello.
La manifestazione si é svolta contemporaneamente a quella avvenuta in Inghilterra contro l'arrivo di Bush.
La voglia di pace ha spinto molti giovani a manifestare contro la guerra, contro il terrorismo e per il ritiro dei militari italiani dall'Iraq. La musica e gli slogan hanno caratterizzato tutto il percorso dando un senso di allegria. Secondo questi ragazzi, con la guerra non si può giungere a una soluzione e l'occupazione americana non fa altro che aumentare la violenza nel territorio iracheno. Questo é stato ultimo episodio di un movimento che é nato per creare un mondo migliore ed alternativo che valuta di più la vita delle persone che agli interessi economici di uno stato.
Cantieri internazionali _ Valeria I cantieri internazionali sono un'esperienza indimenticabile di cui possono usufruire alcuni giovani moncalieresi e della provincia di Torino. L'offerta consiste in due settimane di lavoro e divertimento in Francia ed in Italia in scenari unici come il forte dell'isola Santa Margherita nella baia di Cannes e il castello vescovile di Albiano nei pressi di Ivrea. I gruppi sono composti da ragazzi e ragazze italiani e francesi compresi in determinate fasce di età che si trovano a condividere tutto per due settimane. Solitamente nella mattina si svolgono le attività lavorative dedicate soprattutto alla manutenzione del luogo in cui si viene ospitati e variano dal taglio delle siepi all'intonaco di una stanza, dallo spaccare legna al ridipingere le imposte. Il pomeriggio invece si trascorre al mare quando si é in Francia e al lago o a Torino quando si é in Italia. Il pranzo e la spesa sono affidati ai ragazzi che, in base alle loro capacità, sono in grado di saziare o meno la fame dei loro compagni; le responsabilità aumentano ad Albiano quando questi devono cucinare anche dei pasti per la comunità che vive in questo luogo, che li accoglie sempre con molta disponibilità. Ma al di là degli aspetti tecnici queste due settimane permettono a chi le vive di conoscere propri coetanei anche di nazionalità differenti, confrontarsi con delle responsabilità e un'attività lavorativa ma anche trovare delle amicizie sia nei ragazzi sia negli animatori del CISV che sono sempre disponibili e rendono tutto molto più semplice con un sorriso e la sicurezza della loro comprensione. Si tratta di unesperienza di vita concentrata da cui é difficile rimanere delusi e, quando é ora di tornare a casa, tutti avvertono sempre una sorta di disagio e di tristezza perché sembra di abbandonare una famiglia. L'esperienza é ripetuta ogni anno nel comune di Moncalieri ma anche in tutta la provincia e riscuote sempre grande successo, sia per il costo non troppo elevato, sia per la buona fama che si é creata. Non resta che ricordarsene per l'anno venturo.
L'universo dei giovani Negli ultimi tempi, come dimostrano ampi spazi dedicati su riviste e quotidiani, c'é diffuso interesse nei confronti dell'universo giovanile. In molti stanno cercando di offrire una chiave di lettura sull'universo giovanile e sul gergo usato dalle nuove generazioni. I risultati purtroppo esprimono commenti di condanna sia verso il loro atteggiamento che il modo di vestirsi.
Anche se il giudizio, a nostro parere in molti casi si é rivelato superficiale, freddo e formulato frettolosamente.
Il mondo dei giovani rappresenta per tutte le generazioni un momento di transizione e capirlo non é sicuramente cosa semplice. Gli stessi ragazzi che lo attraversano trovano difficoltà nell'orientarsi e questo li può portare a seguire strade già pronte, preparate da altri, per confluire nel fiume di moda uniformata che non si deve ricondurre solo ad abiti ma soprattutto a modi di pensare, agire e comportarsi. Non c'é nulla di sicuro in questo momento di crescita, o almeno cosi sembra. Si cerca di acquistare le prime certezze, ma non essendoci fondamenta ben salde sono frequenti repentini cambi d'idea e pensiero. Tuttavia di alcuni valori come l'amicizia e la famiglia ne viene sempre riconosciuto il valore. La tendenza é quella di ricercare continuamente l'approvazione dei propri coetanei e di suddividersi in "tribù metropolitane" in base modi di vestire e alle abitudini di vita.
Le tre principali "tribù che possiamo riconoscere sono quelle dei "cabinotti", degli "alternativi" e quella dei "truzzi" o "tamarri".
I primi ricercano abiti firmati, di marche prestigiose. I ragazzi hanno jeans con due bande rosse sui fianchi, mentre per le ragazze sono caratteristici pantaloni molto larghi. Frequentano generalmente licei scientifici o classici, acquistano i loro capi in alcuni negozi di Torino come "Sundance", "Brandy", e "Jack".
Degli alternativi il nome rispecchia la loro natura: ricercano abiti non griffati, variopinti e amano tutto ciò che é "vintage". Sono generalmente no-global ed indossano braccialetti e collane con le borchie. A Torino il negozio dove amano maggiormente recarsi é "Frav".
Rimangono ancora i "truzzi" o "tamarri". Loro amano le discoteche e il gel, é difficile trovarli da soli visto che di solito si raggruppano in branchi. Si vestono generalmente con pantaloni molto attillati, tanto da sembrare fuseaux e scarpe da boxe di una particolare marca al cui interno tengono i pantaloni. Generalmente non hanno un linguaggio molto forbito.
Queste differenze solitamente variano da città a città e non sono ben definite. La cosa importante é che questo riconoscersi in gruppi con particolari caratteristiche non annulli l'individuo singolo e che nessuna amicizia sia pregiudicata dall'appartenenza ad una di queste categorie.
I "nuovi" giovani amano lo sport e la musica di tutti i tipi, tra i loro hobby c'é la navigazione in Internet, guardare la tv, e naturalmente uscire con gli amici. Le mete abitudinarie il sabato pomeriggio sono il centro di Torino e l'8Gallery. La sera si recano generalmente nei pub.
Perseverare nel cercare di comprendere cosa frulli nella loro testa é inutile, specialmente perché in realtà ognuno é diverso dall'altro. Daltronde siamo tutti indifferentemente dall'età e dalle abitudini esseri umani, speciali perché unici.
La paghetta ora me la guadagno io! _ Leo Seren-Rosso Università o lavoro? A 19 anni la scelta da prendere é più dura di un esame!
Per molti ragazzi l'esame di stato conseguito dopo cinque anni di liceo segna l'ultimo degli esami; per altri invece rappresenta solamente il primo di una lunga serie. Per tutti é sicuramente un punto di svolta nella vita. I giovani, ottenuto il diploma, si dividono in due categorie: chi continua la propria strada sui libri specializzandosi in uno specifico ramo e chi decide di muovere i primi passi nel campo del lavoro, lasciandosi alle spalle la scuola.
E in questo momento, molto più che durante un esame, che uno studente dimostra la propria maturità: saper riconoscere i propri limiti, individuare le proprie passioni, trovare la strada giusta per ottenere la propria realizzazione é un passaggio molto difficile! Scegliere, in questo caso, significa proiettarsi nel futuro! Un futuro pieno di ostacoli: sia per gli universitari che per i neo lavoratori.
I ragazzi che continuano a studiare sono spinti da una passione e sono consapevoli che per raggiungere l'obbiettivo che si sono prefissati dovranno sostenere e superare esami nell'arco di tre o più anni. Alcuni di essi però non sono convinti pienamente della loro scelta e vagano nell'ambiente universitario senza sapere bene il perché.
Ma quali sono le ragioni per cui un ragazzo cambia radicalmente il modo di vivere passando dai banchi al lavoro? La ragione principale é probabilmente il desiderio di cambiamento, abbandonando un passato scolastico senza grandi soddisfazioni e alla ricerca di appagamento in qualcosa di diverso. Esistono molteplici lavori ma tutti sono accomunati da un salario. Questa rappresenta un'altra caratteristica che calamita i ragazzi che fanno questa scelta: guadagnare con il proprio sudore dei soldi e soprattutto potersi considerare indipendenti.
Sia scegliere di proseguire gli studi che di lavorare denota una decisione caratteriale di maturità in quanto all'età di diciannove anni é, in ogni caso, molto difficile capire cosa fare della propria vita.
MA CHI E' LA MASCHERA?! _ Loredana Ligori Questo sarà il primo di una serie di articoli dove ci occuperemo dei lavoretti possibili che possiamo fare noi ragazzi per raccimolare un po di soldi senza troppe limitazioni.. Come avete notato dal titolo, questa volta analizzeremo il lavoro della MASCHERA.
No.. la maschera non é un travestimento di Carnevale; e neanche il personaggio di uno spettacolo.. é un impiego che consiste nello strappare i biglietti, accompagnare gli spettatori e verificare il sicuro e ordinato proseguimento di uno spettacolo teatrale.
Per diventare maschere é necessario essere pazienti, gentili e possedere una buona capacità di relazione con gli altri. Infatti, lavorando la sera, ci si deve rapportare con spettatori per lo più impazienti e stanchi dopo una giornata pesante di lavoro: ci si può trovare di fronte ragazzi con tanta voglia di divertirsi, ma anche spettatori anziani e MOLTO ESIGENTI... Di conseguenza, é importantissimo non solo offrire loro un buon servizio di accoglienza nel teatro, ma anche un ottimo sorriso che sappia metterli a loro agio (e stimolarli a tornare!).
La disponibilità lavorativa é molto comoda per chi, come noi, studia ancora. Infatti, lavorando per circa quattro ore soprattutto nei sabato sera, si evita sia di togliere troppo tempo alle uscite serali con gli amici, sia di costringersi a furiose litigate con i genitori che proibiscono di limitare il tempo dedicato allo studio.
Si diventa maschere presentandosi negli uffici dei teatri prescelti prima degli inizi della stagione di spettacoli. Loro vi indirizzeranno presso lagenzia che si occupa del servizio di maschere per quel teatro (per Moncalieri e Nichelino si fa riferimento al Coordinamento Moncalieri Teatro, ma generalmente si tratta della R.E.A.R.), e dopo uneventuale prova sul campo, potrete diventare anche voi ...una maschera!
EX-FONDERIE LIMONE UN ANNO DOPO _ Piera Zannicolò Moncalieri - Il 23 marzo scorso sono state inaugurate le Limone nella zona di Borgo Mercato a Moncalieri. Ex-fonderie, da anni in disuso sono diventate un punto di incontro per i giovani e gli anziani, prossimamente aprirˆÝ anche il teatro. E passato quasi un anno e bisogna come si dice tirare le somme. Quanto ha giovato lapertura di questo spazio, oppure quanto fosse necessario lo abbiamo chiesto alle persone che vivono o lavorano nella zona. I pareri sono per la maggior parte negativi. Lo spreco di denaro pubblico é largomento più diffuso: "perché non costruire un ospedale o "perché durante lultima alluvione i soldi per questa struttura cerano ma per gli alluvionati no. Le persone non sembrano soddisfatte di quello che é stato fatto. Non ha dato maggiori benefici, quali più visibilità o conoscenza della zona che vicina a Torino e Nichelino non gode di popolarità. Gli unici soddisfatti ci sono sembrati i ragazzi che in questo punto possono ritrovarsi intanto in un luogo caldo con gli amici, e gli anziani che hanno trovato nel loro spazio possibilità di svago e divertimento. La difficoltà é sempre quella di accontentare tutti é vero, ma quando si realizzeranno tutti i bellissimi progetti presentati e altamente elogiati durante l'inaugurazione?
Adolescenti sulle ali della fantasia, non potendosi permettere le ruote dello scooter _ Francesca Pozza Pagella di prima superiore con media dell'otto. Quattordici anni compiuti l'anno precedente. Una grossa fiducia nelle proprie capacità di guida. Sono questi i requisiti con cui un adolescente qualsiasi, pregustandosi le calde giornate estive rinfrescate dall'ebbrezza della velocità e i moscerini sulla visiera del casco, si reca dai propri genitori per porre loro la fatidica domanda: "Mi comprate lo scooter?". Classico esempio di giovane che si ritirerà nella propria stanza mentre i genitori ancora ridono per la simpatica barzelletta e i fratelli più grandi si scompisciano dicendo: "Non ha ancora imparato ad andare sul triciclo e già vuole lo scooter!". Chi non ha vissuto questa scena? Probabilmente quei pochi fortunati che si sono sentiti dire che in cambio di una promozione avrebbero ricevuto in regalo qualsiasi cosa: cellulare, PS2, ..fino ad arrivare alloggetto del desiderio che tutti i quattordicenni (ma anche i quindicenni e state tranquilli, i sedicenni) rimirano nelle vetrine della concessionaria sotto casa. Ma perché i genitori si rifiutano di acquistare il tanto agognato scooter? Problemi economici? No di sicuro, visto che non vogliono neanche che gli sia regalato dai nonni o da parenti vari (che sono più facili da corrompere!). L'adolescente disperato arriva anche a partecipare (armato di Treccani!) a tutti i concorsi della Settimana Enigmistica o a inghiottire ingenti quantità di Tronky, pur di vincere lo scooter. Ma in caso di vincita, i genitori non si smuovono di un millimetro: lo scooter viene inesorabilmente venduto. Ma allora, qual'é il grosso problema? Sicuramente, la mancanza di fiducia da parte dei genitori nei confronti dei ragazzi. Ovunque non si sente parlare d'altro che dell'irresponsabilità dei ragazzi: i giovani non mettono al casco, vanno in due sul motorino, non conoscono i segnali stradali. E cosi i genitori, sentendo tutti questi discorsi stereotipati, non si sentono abbastanza sicuri nel consegnare ai figli un mezzo che, se usato intelligentemente, può rivelarsi utile, ma allo stesso tempo, se a usufruirne sono persone sconsiderate, può diventare pericoloso. Però, non possiamo fare "di tutta l'erba un fascio"! Se alcuni ragazzi hanno dimostrato di guidare lo scooter scriteriatamente, non vuol dire che i tutti i giovani si comporteranno cosi! Infatti, lidea dell'adolescente irresponsabile é soltanto uno stereotipo che influenza i genitori indecisi!
Coloro che conoscono meglio i propri figli, sono i genitori. Perciò, riflettendo a fondo e senza farsi influenzare dai luoghi comuni, saranno solo loro, se obiettivi, che potranno valutare se i loro ragazzi meritino o no l'agognato scooter.
AIUTO, UNA TELECAMERA MI SPIA! TELEVISIONE Reality show: una moda in crescente ascesa.
Gli impiccioni del nuovo millennio si trovano davanti ad uno schermo.
Cerano un tempo le vecchie comari di paese, che per trascorrere le loro giornate un po noiose si perdevano in mille chiacchiere sui compaesani: "Ha visto con chi fila quella?" oppure "Certo che uno come quello li, dovrebbero rinchiuderlo in galera". Adesso i vecchi pettegolezzi bisbigliati in qualche dialetto strano, non bastano più. Nel nuovo millennio, sono diventati soggetto di chiacchiere gruppi di persone che si offrono per apparire in TV un certo numero di giorni, 24 ore su 24. Nasce cosi una lunga serie di reality show, il cui capostipite é il famosissimo "Grande Fratello". Il programma é arrivato attraverso un format inglese ed ha subito sfondato nonostante i vari scetticismi. E cosi, hanno iniziato a diffondersi i vari piccoli cloni dello show televisivo, dove delle persone si sfidano a colpi di nomination, televoti e eliminazioni. Iniziamo da "Survivor", il "Grande Fratello" dei novelli Robinson Crusoe, per poi passare a "Operazione Trionfo", l'accademia degli aspiranti cantanti, ma senza risparmiarci né gli "Amici di Maria De Filippi", la scuola per apprendisti uomini e donne di spettacolo, né "Super Senior", il teatro per gli anziani attori. Infine, arriviamo a "L'isola dei famosi", una specie di "Survivor" dove dei vip appaiono per la prima volta in TV senza trucco e si scannano come animali per pochi chicchi di riso. Ma come mai questi programmi hanno un cosi grande successo, a parte qualche rara eccezione? Probabilmente perché in una città moderna non c'é più l'occasione di osservare i movimenti dei vicini e di potersi fare un po i fatti gli altri, e cosi si ripiega su questi programmi che permettono d'impicciarsi dei flirt degli altri. Infatti, si può notare che tra questi programmi l'unico che non ha avuto successo é stato "Super Senior", dove non c'é nessuno che flirta e dove nessuno bisticcia o fa piani segreti per eliminare gli altri concorrenti. Ma allora, perché non smettiamo di essere bramosi di sapere tutto ciò che fanno, ciò cui si interessano e chi frequentano gli altri? Non é forse il caso di occuparci un po più dei fatti nostri?
I GERGHI GIOVANILI La parola "gergo" deriva dallantico francese jargon , che significava "gorgheggio degli uccelli", quindi una lingua incomprensibile. In effetti, anche oggi parliamo di "gerghi" quando vogliamo riferirci ad una varietà particolare di lingua usata da un numero ristretto di persone. A volte vi si ricorre con fini criptici, di segretezza (pensiamo per esempio al gergo della malavita!), o di classi generazionali come quella giovanile. E quasi del tutto impossibile riuscire ad identificare un solo gergo perché oltre a presentarsi in innumerevoli vesti, é anche soggetto a rapidi cambiamenti nel tempo. Questo avviene per molteplici motivi: principalmente perché variano i componenti del gruppo e inoltre perché soggetto a "regole locali". Un adolescente di Napoli probabilmente non comprenderebbe il gergo di uno di Torino, anche se entrambi sono in grado di utilizzare un proprio linguaggio formale ed informale in base alle situazioni. I giovani tendono ad usare il loro linguaggio solo se si trovano in un ambiente protetto, dove si può riscontrare la presenza di amici o di persone da cui non sono inibiti. Possiamo dire che i giovani fanno uso anche di dialettalismi, sigle e acronimi (soprattutto nella lingua scritta, pensiamo ai messaggi SMS), iperboli, linguaggio scurrile, parole straniere, metafore e abbreviazioni. Per esempio nel loro gergo per affermare che un ragazzo o una ragazza sta cercando di conoscerne un altro si usa il termine "baccagliare", rimorchiare é ormai un suo antenato. Per dire che si é impazziti o comunque stanchi ad esempio a causa dei troppi compiti (ma anche di una persona o di qualcosaltro) si usa il verbo "sclerare". Per stizzire una persona troppo assillante si usa dire "non mi chiudere". Altri termini invece sono già più conosciuti perché ripresi dal passato, ad esempio: due persone che si scambiano un bacio alla francese stanno "limonando". Ci sono poi le abbreviazioni con relativi vezzeggiativi o dispregiativi dei gruppi sociali in cui sono divisi: per "cabinotti" ci sono due varianti "cabi" e "cabina", per alternativi "alterna" e "alternusi". Negli sms o in chat le abbreviazioni più frequenti sono la sostituzione di ch con k, la sostituzione in tutti i sostantivi possibili di "per" con lomofono simbolo matematico x, la parola "comunque" viene abbreviata con cmq. Questi esempi sono solo alcuni degli infiniti che si possono notare nel linguaggio scritto e parlato dei giovani, e a chi fosse interessato a conoscere più a fondo questi vocaboli non resta che consultare un vocabolario vivente...un qualsiasi ragazzo che entri in contatto quotidianamente con i suoi coetanei.
Aggiornato al 6-09-2004